Chi sono

 

Vi scrive Giulia Malandrini, laureanda magistrale in Gestione del Rischio e Ingegneria degli Affari Internazionali a Sciences Po Bordeaux (IEP Bordeaux, Francia) e dottoressa in Scienze Internazionali e Diplomatiche, curriculum Economico, a Gorizia (Università degli Studi di Trieste, sede di Gorizia) con una Tesi dal titolo “La Sostenibilità Energetica come nuova e necessaria Frontiera della Sicurezza Nazionale: la progressiva Presa di Coscienza della Comunità Internazionale”.

La complessità e la multi-dimensionalità del Tema Energetico spiegano il fascino che esso esercita su di me. Per comprendere realmente le dinamiche di questo macrosettore è infatti necessario conoscerne le componenti (e gli impatti) di natura macroeconomica, politica e geopolitica, tanto quanto di natura tecnica, aziendale e regolamentare. L’Energia costituisce pertanto il terreno ideale in cui esercitare le mie capacità di analisi e di sintesi multi-disciplinare.

Ritengo infatti che solo uno sguardo complessivo, olistico, attento a tutte le componenti rilevanti di un determinato fenomeno, e dunque non settoriale, permetta di comprenderne veramente le poste in gioco e le implicazioni per tutti gli attori coinvolti, aiutando in tal senso a giungere ad una sua risoluzione Sostenibile e Durevole. Tanto più in un contesto come quello energetico in cui il numero impressionante di stakeholders coinvolti a livello internazionale accresce la rapidità dei cambiamenti e l’incertezza degli scenari.

La forza che mi deriva dagli studi e dalle esperienze maturate si esprime esattamente in questo: nella capacità di leggere i processi (siano essi interni o esterni all’azienda o allo Stato) considerando le diverse categorie di attori coinvolti, i loro obiettivi e i loro mezzi, gli eventuali impatti che il fenomeno suddetto eserciterebbe su di loro, i rischi e le opportunità che esso loro aprirebbe.

In particolare, durante il mio Master 2 -Laurea specialistica italiana- a Sciences Po Bordeaux ho svolto in un’équipe di 7 persone uno studio commissionato dalla Direzione della Ricerca e dell’Innovazione di GDF Suez (3° gruppo mondiale dell’Energia) in merito alla formalizzazione e alla valutazione dei rischi connessi ai progetti di approvvigionamento di gas naturale dalla regione del Mar Caspio verso l’Europa.
Inoltre, durante il mio stage presso AMGA Energia & Servizi S.r.l. (Udine), ho potuto prepararmi all’analisi del contesto regolamentare e concorrenziale dell’impresa di vendita di gas ed energia elettrica.

Desidero ora valorizzare queste competenze di preferenza all’interno di aziende energetiche, studi di consulenza aziendale e agenzie di rating della Corporate Social Responsability. E questo Blog rappresenta un’occasione privilegiata per mettermi alla prova e esprimervi il mio punto di vista su un Tema appassionante e in cui possiedo competenze specifiche.

9 risposte

9 06 2009
massimo marino

cara Giulia
grazie per la citazione e vado al sodo:
del successo dei Verdi francesi e di Europe Ecologie ero cosi sicuro che hanno imperversato sul mio blog e sito FBK (massimo marino) per 2 mesi (sei su FBK?) Essendo stato uno dei fondatori dei Verdi italiani più di 25 anni fà ricordo bene che nacquero su 3 presupposti:
1) il superamento storico della sinistra nelle sue diverse opzioni (da quella stalinista a quella socialdemocratica a quella “togliattiana)
2) la priorità del paradigma tutela ambiente,nuove tecnologie sostenibili,pacifismo e convivenza etnica su quelle tradizionali della sinistra e del liberismo..
3) la necessità di superare il professionismo deteriore della politica (poi si chiamò la casta etc )

Per cambiare le cose serve “anche ” un partito (aihmè) e più ci si avvicina a questi 3 punti più si è compresi da una parte almeno degli elettori
Per questi semplici motivi mi sono allontanato dai Verdi (non dall’ ecologismo) pronto a ricoinvolgermi come tutti dovremmo fare se si ritrovano protagonisti e opzioni decenti da sostenere.

I Verdi come una componente della estrema sinistra sono una recente fesseria quando le opzioni vere sono state abbandonate ed è sempre destinata al totale fallimento (con gravi effetti di frustrazione di militanti ,di confusione politica, di crescenti trasformismi etc.. ).

Tuttavia ..c’è un problema aggiuntivo in qualche modo estraneo alla responsabilita dei piccoli dirigenti falliti dei Verdi italiani: è l’assoluta mancanza di una forza moderata riformista orientata a sinistra (quello che il PD non è per nulla) e di una sinistra estrema perlomeno unita in un unico partito e adeguata al cambio di secolo (anzi di millennio).

Gli Ecologisti VERDI ,affiancati a forze moderate riformiste e di sinistra saranno il futuro di quell’Europa che in qualche modo è in grado di contrapporsi a quell’area di GRIGI forze conservatrici, xenofobe e postfasciste che emergono nelle fasi di crisi economica, finaziaria ma anche di modelli scientifici e culturali di questo inizio di secolo.
D’altra parte se hai occasione di osservare la composizione degli eletti nel nuovo Parlamento Europeo (italiani e non ) la componente dei 51 (per ora) ecologisti si distingue su tutti per onestà, impegno ,competenza,creatività.. ed anche simpatia.. che non ci guasta..
spero do continuare il confronto, intando scambiandoci se vuoi interventi sui nostri blog e se ci sei su FBK..
mm

9 06 2009
sostenibilitaenergetica

Ti ringrazio molto per avermi riportato sul tuo blog (che comincerò a leggere con attenzione) e per l’interesse al confronto.

E concordo con quanto denunci qui sopra: personalmente ho la percezione che i Verdi italiani siano rimasti vittima della lettura sinistra-destra con cui l’elettore medio (sostenuto in ciò dai partiti…tanto che non saprei dire chi è all’origine del circolo vizioso) si è per semplicità da lungo tempo rappresentato l’arco politico. Ritengo si tratti di una lettura ampiamente superata da cui:

1) i Verdi sono rimasti intrappolati, costretti ad opporsi a tutto ciò che l’altra parte politica proponeva, senza una valutazione effettiva dell’opportunità in termini dei loro stessi ideali; in tal modo hanno assunto una connotazione “antagonista” piuttosto sterile e di marginalissima propulsione: non è il momento di ripetere solo NO, ma di elaborare e portare avanti soluzioni positive, rapportandosi alle altre parti per quanto esse sono disposte a credere nella valenza di quello che si propone. Scarsa AUTONOMIA DI GIUDIZIO intendo;

2) probabilmente deriva l’incapacità di forze come il PD di ritagliarsi un loro spazio, una loro identità e, con questa, una loro forza propulsiva e una loro legittimità agli occhi dell’elettore;

3) e da cui altrettanto probabilmente deriva una parte consistente dell’appeal di Berlusconi, che ha saputo prendere argomenti ora degli uni ora degli altri, disorientando questi ultimi e portando dunque il confronto solo sul piano personale-comportamentale. E forse in tal modo (beh non quello comportamentale!) ha saputo dare all’elettore l’impressione di un quadro più variegato, più a tutto tondo della società in cui vive, senza confini ideologici depassati. O almeno, un quadro basato su azioni da fare che vengono auspicate non tanto sulla base dell’ideologia a cui si appartiene ma dell’interesse “obiettivo” (per sé o per gli altri, poco importa) dei risultati che danno. Una valutazione “opportunistica” dunque, non idealistica, ma forse proprio per questo dall’appeal (perché di appeal si parla) pragmatico.

In tal senso ritengo la posizione degli Ecologisti francesi assolutamente interessante: benché la loro estrazione sia essenzialmente di sinistra, hanno saputo riportare il confronto sul piano delle azioni da intraprendere (non delle ideologie e non dei comportamenti). Ponendosi dunque indipendentemente dalla teoria di partito (sia essa di sinistra o di destra).

Personalmente percepisco come un tantino sorpassata anche la visione dei riformisti e dei conservatori: al momento attuale, l’Italia non solo ha bisogno (come da sempre), ma ha assoluta urgenza ineluttabile (come forse da un po’ meno tempo) di riforme e se non saranno gli uni, saranno gli altri a farle. E chiunque le faccia, si solleveranno dei “conservatori” dalla sua stessa parte e dei “riformisti” dall’altra.

Quello che possiamo dire a tal proposito in materia ambientale, ritengo, sia che fino ad adesso tutti siamo stati “conservatori” e che ora invece diventiamo “idealisti” proprio per opportunismo. E forse quest’opportunismo è la maniera più efficace per fare qualcosa e per coinvolgere i cittadini a fare qualcosa!
Da un rapido confronto sui programmi elettorali di questi giorni (mio post del 05/06 titolo “Elezioni Europee 2009: quale spazio per Energia ed Ambiente nei Programmi elettorali dei Partiti?”) si nota infatti che praticamente tutti i partiti propongono azioni “ambientali” e l’unica differenza sta nella posizione nucleare…ok essa vuol dir già tanto in merito all’opinione sui fossili, però…
Personalmente auspico uno schieramento politico “a stella” in cui ognuno difenda delle posizioni attuali (non ideologiche e purché non espressione di un unico zoccolo di elettori) senza doversi per forza di cose opporre ad Un altro, ad Una Alterità opposta. E forse su questo Europe Ecologie dà l’esempio.

Il problema ambientale ed energetico non è né di destra né di sinistra (e questo le aziende stanno cominciando a capirlo): il tutto sta a capire che ogni visione politica deve pensare il lungo termine(ohimé qua mi sa che le aziende -quelle ravvedute dalla Crisi- sono più in grado di pensarlo che i politici quinquiennali…), e non solo sul piano delle idee, ma sul piano delle azioni concrete da portare avanti.

Giulia

14 06 2009
maurizio

cara Giulia,
ti ho scoperto sul blog di Massimo Marino, trovando di entrambi punti di vista interessanti.
nel ns. sito wwww.fiorigialli.it,
un portale olistico dove vi sono anche libri e prodotti e 10 riviste online (DOSSIER) cerchiamo di riportare il dibattito internazionale sul presente e sul futuro dell’ecologismo.

Ti invito a visitare questa sezione:
http://www.fiorigialli.it/dossier/rivista.php?id=7&categoria=104

E naturalmente ti invitiamo a partecipare inviando scritti o segnalandoceli

cordiali saluti

Maurizio Di Gregorio
FioriGialli Team

14 06 2009
sostenibilitaenergetica

Caro Maurizio,

ti ringrazio molto per la segnalazione del vostro sito, ad una prima scorsa mi sembra davvero interessante.

Ed in merito al dossier, mi sa proprio che comincerò ad appassionarmi a questo dibattito sul rilancio (avveduto, visti i fallimenti più o meno recenti) dell’ecologismo italiano. L’esempio europeo ci insegna molto, a partire dall’allontanamento dai canoni destra-sinistra, rossi-verdi-bianchi-azzurri-neri.

In materia, segnalerei il tono un po’ disorientato dell’articolo apparso oggi sul Corriere della Sera online all’indirizzo http://www.corriere.it/editoriali/09_giugno_14/editoriale_mario_mondi_la_lezione_verde_di_cohn_bendit_45bef73c-58b2-11de-903c-00144f02aabc.shtml : l’editorialista (il Mario Monti ex-Commissario UE?? spero di no) sembra porsi più punti di domanda che effettivamente spiegarci gli elementi vincenti della strategia di Europe Ecologie.

Ti ringrazio molto anche per l’invito a partecipare: cercherò di fare del mio meglio!

Buona giornata,

Giulia

14 06 2009
massimo marino

giulia
il tuo post sul post- Kyoto è sul mio blog
e su FBK (più accessibile – tu ci sei su FBK ?)
fai un un pò di pubblicità a ECO in qualche angolo (non troppa, sto scoppiando..)
sei in gamba, scrivi cose serie e documentate ,brava, c’è bisogno di blogghiste come te..
basta complimenti ..si lavora
saluti
massimo

14 06 2009
sostenibilitaenergetica

Ottimo ti ringrazio molto, proprio perché mi sembri una persona fattuale e parca di complimenti e sei da molto più di me sia nel campo della sostenibilità che del blogging! Ottima motivazione aggiuntiva quindi, grazie :-) !

E grazie pure per aggiungermi al tuo blog che sicuramente ha più visibilità. Purtroppo non riesco a trovarti su facebook, inserendo Massimo Marino me ne vengono fuori 195 e inserendo Eco mi viene ecoblog non eco-ecoblog…ehm, mi sa che è più comodo se mi cerchi tu e mi aggiungi: di Giulia Malandrini ce ne sono 3 e sono la mora sullo sfondo di duna sabbiosa e foresta…ebbene sì è un luogo magico: la Duna di Pilat, la più grande d’Europa lunga 2 km e a 60 da Bordeaux, tra l’oceano e la foresta des Landes.

Conta sulla pubblicità e da parte mia spero di continuare a fare un buon lavoro! e poco ma sicuro, tra i vari spunti che sto ricevendo, mi sa che l’argomento del rilancio degli ecologisti italiani su nuove basi (io che ho sempre voluto tenermi fuori da temi di politica nazionale) comincerà a interessarmi davvero.

A presto,

Giulia

14 06 2009
massimo marino

giulia
ho già chiesto la tua amicizia alcune ore fà, indovinando quali eri delle tre (ho fatto il ricercatore per una vita…!)
buonanotte

massimo

15 06 2009
massimo marino

e ho messo anche il tuo logo sul blog…..

7 10 2009
Veronica Caciagli

Ciao, non trovo l’email sul tuo blog. Come ti dicevo in un precedente commento, ho aggiunto questo blog al nostro, http://www.versocopenhagen.blogspot.com. Se pensi che sia utile, ci piacerebbe entrare nella lista dei vostri blog!

Intanto, ti segnalo questo: http://www.blogactionday.org/. Se non avessi tempo, mi offro volontaria per un articolo sul climate change!

Grazie e buon lavoro,

Veronica Caciagli

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