“…verso Copenhagen 2009″ – Conferenza a Gorizia (post 2)

22 05 2009

 

Eccoci con la presentazione dei punti chiave del primo dei 3 interventi della Conferenza [per la presentazione della Conferenza stessa vogliate consultare questo post].

Il dott. Paolo Fedrigo (Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale ARPA FVG) ha tenuto un ottimo intervento (“Copenhagen 2009 e la sfida del ‘Green New Deal’”) sulle opportunità e sui limiti della nuova politica energetica del Presidente Obama. Complimenti per la concisione e la chiarezza dell’esposizione di questo giovane dottore! Ecco alcuni punti molto interessanti sottolineati nella presentazione:

§ gli obiettivi quantitativi che Obama ha dato agli USA sono molto ambiziosi; tuttavia risultano irrisori rispetto a quelli presi dall’Europa. Un esempio su tutti: gli Stati Uniti intendono ridurre per il 2020 del 15% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 2000; l’Europa si è impegnata, sempre per il 2020, a ridurle del 20% ma rispetto ai livelli del 1990!!;

§ l’istituzione di un Green Team di rilievo è per ora il provvedimento concreto più interessante che Obama ha preso. In esso, figure del calibro di Steven Chu (Premio Nobel per la Fisica nel 1997 e ora capo del Dipartimento per l’Energia -DOE-), John Holdren (fisico e professore di Politica Ambientale ad Harvard, ora direttore dell’Ufficio sulle politiche per la Scienza e la Tecnologia della Casa Bianca) e Jane Lubchenco (dell’Università dell’Oregon, ora responsabile dell’importante National Oceanic and Atmospheric Administration -NOOA-);

§ il passaggio al Congresso rappresenterà la difficoltà più grande per la nuova politica energetica. Benché sia ben diverso da quello degli anni Bush, il Congresso attuale ha al momento altre priorità per la testa: la riforma del sistema sanitario prima, e la crisi economica subito dopo;

§ la vendita all’asta dei permessi ad inquinare è considerato da Obama il volano principale per la creazione dei 5 milioni di nuovi posti di lavoro che ci si attende dalla nuova politica.

[Causa il susseguirsi di temi estremamente interessanti e urgenti per la Sostenibilità Energetica nei giorni seguenti alla pubblicazione di questo post, non sono ancora riuscita a pubblicare la presentazione degli ultimi 2 interventi della giornata. Iscrivetevi ai Commenti RSS di questo post (basta cliccare sopra al simboletto rosso qui sotto), in tal modo appena li pubblico lo saprete!]





“…verso Copenhagen 2009″ – Conferenza a Gorizia (post 1)

21 05 2009

 

Quale migliore occasione per cominciare a scrivere questo blog che la bella iniziativa organizzata in data odierna dal Prof. Dragan Umek a conclusione del suo corso in Politica dell’Ambiente (Corso di Laurea in Politica del Territorio – Università degli Studi di Trieste – sede di Gorizia) sulle sfide che l’importante conferenza di Copenhagen si pone?

Avendo avuto incredibile difficoltà ieri a reperire in Rete informazioni sull’evento, mi fa molto piacere (tra il post di oggi e i successivi) condividere il programma (distribuitoci oggi e che trovate in pdf al link qui sotto) e gli spunti più interessanti della Tavola Rotonda.

Programma_Verso Copenhagen 2009

Il tema è stato introdotto dal documentario A Crude Awakening: The Oil Crash (94’, 2006, Basil Gelpke & Ray McCormack, Lava Productions AG) sull’imminenza del picco della produzione petrolifera, vincitore di numerosi film festival. Il film analizza uno spettro molto ampio dei diversi aspetti che caratterizzano la questione (dalle numerose cause del fenomeno, alle illusioni create, alle soluzioni auspicabili); tuttavia il tono resta ancora troppo epico-catastrofico per i miei gusti, segue ancora certi imperativi commerciali della comunicazione di massa sul tema. Non credo che apporti molti spunti a coloro che bazzicano già l’argomento. Tuttavia, ha il merito di sottolineare più volte:

1) l’illusione che la manna petrolifera ha creato: energia abbondante e a buon prezzo. Si tratta nel contempo dell’opportunità e del lascito più pesante che gli idrocarburi ci lasciano: la banalizzazione dell’Energia, come bene scontato e sempre disponibile, con tutti gli sprechi e le inefficienze economiche che ne sono derivate. Ed è proprio la fine di questo “cheap oil” che oggi scatena le inquietudini;

2) il problema principale che l’ “uscita dall’era degli idrocarburi” ci pone: trovare una nuova fonte energetica che sia non solo in quantità sufficienti, ma soprattutto di qualità opportuna!! Si tratta dell’annosa questione dell’intermittenza, della bassa potenza e del trasporto che affligge l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Ne riparleremo…

Si tratta di temi che val la pena siano ben chiari ad ogni pubblico. E ritengo che A Crude Awakening: The Oil Crash li presenti con la dovuta lucidità, ma forse non con la dovuta forza emotiva. Dalla proiezione, ce se ne esce soprattutto con un’impressione di desolazione: splendido in questo senso il montaggio di immagini d’epoca e attuali di campi petroliferi dismessi e fortemente inquinanti.