Incontro dei Ministri dell’Energia G8 (24-25 maggio 2009). Prime reazioni: Ministro russo Serghei Shmatko

25 05 2009

 

La Russia cerca rapporti a lungo termine con i suoi Paesi consumatori. E’ quanto emerge dall’intervista rilasciata dal ministro dell’Energia russo Serghei Shmatko al Corriere della Sera di oggi e raccolta da Roberto Bagnoli.

Possiamo cercare di leggere tra le righe: le condizioni d’estrazione del gas russo dai nuovi giacimenti siberiani (tra cui quelli della penisola di Yamal) sono estremamente difficoltose. Ecco perché, prima di impegnarsi nei notevoli investimenti necessari, la Federazione russa cerca di assicurarsi i mercati di sbocco.

Ritorna peraltro la questione della competizione tra i gasdotti Nabucco-South Stream, volutamente velata nell’intervista di cui parliamo. I 30 miliardi di metri cubi all’anno che il Nabucco dovrebbe trasportare proverrebbero infatti non solo dall’Azerbaijan (giacimento di Shah Deniz) ma anche dalla sponda est del Mar Caspio (Turkmenistan e forse Kazakhstan): ebbene il gas di questi Paesi (parte di esso) viene già trasportato in Russia attraverso il CAC (Central Asia Center pipeline) e serve ad alimentare direttamente le esportazioni di gas russe verso l’Europa in attesa delle maggiori produzioni siberiane. Qualora parte di questo gas venisse dirottata a sud per poi confluire nel Nabucco, la Russia rischierebbe di divenire meno solvibile in gas di quanto la sua attuale posizione dominante nelle forniture europee lascerebbe supporre. Molto meglio un South Stream che, dribblando la “volubile” Ukraina, ridurrebbe la percezione di rischio che la dipendenza dal gas russo determina nei governi e nell’opinione pubblica europea.

Lato petrolio, Serghei Shmatko presenta i contratti di fornitura a lungo termine come la migliore misura anti-volatilità del prezzo, per evitare che esso rimonti a 100 $ e più, indicando sui 60 $/barile il prezzo minimo sostenibile.

La posizione russa riflette le priorità di Sicurezza Energetica del lato dell’offerta (= sicurezza di vendere e incassare quanto prodotto) ma rischia di scontrarsi contro alcuni dei più elementari principi della Sicurezza Energetica lato domanda: la diversificazione da realizzarsi attraverso una maggiore liquidità e flessibilità del mercato. Vedremo cosa ne verrà fuori a livello di posizione comune tra le parti.

Un ultimo appunto: il risparmio energetico diviene per la prima volta un asse strategico della politica energetica russa. Indice forse che la promessa manna da giacimenti come quelli di Yamal è meno assicurata di quanto si supponesse? e che anche le quantità di gas russo disponibili rischiano di avere un limite?

 

Per una discussione sul livello di prezzo che i diversi attori raccomandano (attualmente) per il petrolio, vogliate consultare questo post.

Per un dibattito più teorico sul ruolo dei contratti a lungo termine per la (In)Sicurezza Energetica lato domanda, è a disposizione questo post e il successivo.


Azioni

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3 responses

28 05 2009
La Russia ad un turning point: una Nuova Dottrina di fronte al Cambiamento Climatico « Sostenibilità Energetica

[…] qualche giorno fa, a latere del G8 Energy Ministers Meeting, commentavamo come il risparmio energetico fosse divenuto per la prima volta un’asse strategico della politica energetica […]

31 05 2009
Europa e Russia per la Sicurezza Energetica. Contratti a lungo termine, investimenti e concorrenza: una triade incompatibile? « Sostenibilità Energetica

[…] dei Ministri dell’Energia del G8 a Roma (24-25 maggio 2009). E in tale frangente, ci siamo chiesti se questa posizione non facesse il gioco della Russia, piuttosto che dei Paesi […]

1 06 2009
Europa e Russia per la Sicurezza Energetica. Contratti a lungo termine, investimenti e concorrenza: una triade incompatibile? (post 2) « Sostenibilità Energetica

[…] guardare dunque ai contratti a lungo termine che, tramite Gazprom, la Russia auspica sottoscrivere (ed ha sottoscritto) con i distributori europei? Si tratta di una situazione che va ampiamente […]

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