Il settore dei Trasporti e la lotta al Riscaldamento Climatico: l’Automotive comincia a darsi una (seria) mossa

3 06 2009

 

A lui solo, il settore dei trasporti è responsabile del 27,5% dell’intero consumo energetico mondiale (dati IEA) e del 23% delle emissioni di gas serra totali (dati IPCC). Ad oggi, esso dipende per il 95% da una sola fonte energetica, il petrolio (IPCC), del quale rappresenta il 60,5% della domanda (IEA).

Mica male come “responsabilità”. E in questo contesto bisogna leggere il susseguirsi sempre più rapido delle novità tecnologiche che provengono dal settore. Accanto alle auto ibride sempre più diffuse, eccone (solo) alcune:

 § HyNor, la prima autostrada al mondo dotata di stazioni di rifornimento ad idrogeno, inaugurata l’11 maggio scorso in Norvegia, opera dell’azienda energetica norvegese StatoilHydro. Essa dispone di una flotta di 50 autoveicoli forniti da Mazda, Toyota e Think e servirà per testare e dimostrare le opportunità fornite da queste nuove vetture;

 § il KERS, Kinetic Energy Recovery System ovvero Sistema Cinetico di Recupero dell’Energia, in dotazione dalla stagione 2009 sulle vetture di Formula 1, che permette di recuperare sotto forma di energia meccanica, il calore, altrimenti dissipato, prodotto nelle bruschissime frenate delle monoposto. Tale dispositivo, recuperando fino a 80 cavalli che il pilota può decidere quando impiegare, permette di ridurre effettivamente il consumo complessivo di carburante, dunque le emissioni, nonché di migliorare le prestazioni delle vetture;

 § il sistema Start&Stop, di serie nella nuova AUDI A4 2.0 TDIe (la cui pubblicità circola attualmente sulle emittenti televisive e che sarà disponibile nelle concessionarie da questo mese di giugno), che spegne automaticamente il motore ad auto ferma, in folle e con il pedale della frizione rilasciato. In tal modo permette un risparmio di 0,2 litri/100 km, con una conseguente riduzione delle emissioni di C02 di circa 5 gr/km. Tra gli elementi di interesse, quest’AUDI presenta anche il sistema di “frenata rigenerativa” (che funziona come il KERS visto sopra) e ulteriori migliorie per incrementarne in maniera sensibile l’efficienza;

 § l’auto ibrida di tipo plug-in, che può ricaricare le sue batterie non solo in moto, come avviene attualmente, ma anche a prese di corrente disponibili a casa o a stazioni di ricarica, permettendole in tal modo di avere maggiore autonomia. La Volvo, prima casa automobilistica “premium” a proporne un progetto, conta di metterla sul mercato nel 2012.

Proprio a proposito di quest’ultimo punto, voglio attirare la vostra attenzione sull’interessantissima osservazione che apre l’articolo “L’elettrico alla svedese infiamma Volvo” apparso lunedì sul Corriere della Sera online:

L’industria automobilistica sembra aver capito che senza una partnership con le aziende energetiche pronte ad investire in una rete di stazioni di ricarica e a sfruttare il potenziale business delle ricariche, l’auto elettrica non ha futuro. Una strada tracciata negli ultimi mesi dal gruppo Nissan-Renault con la firma di una decina di accordi in tutto il mondo (anche in Italia con la lombarda A2A), dai tedeschi di Daimler (100 Smart elettriche a Milano, Pisa e Roma grazie all’intesa con Enel) e ora seguita anche da Volvo che a Stoccolma ha annunciato l’avvio di una joint-venture con Vattenfall.

Ecco dunque una nuova e promettente frontiera per fare “affari verdi” per le imprese energetiche. L’attuale crisi dell’Automotive, sia in termini di fatturato che di reputazione, potrebbe stimolare un nuovo tipo di investimenti non solo di modello ma anche infrastrutturali per rilanciare il settore.


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