Creare il post-Kyoto: come ridurre le emissioni a livello nazionale? Rilancio del dibattito tra Cap-and-Trade e Carbon Tax

16 06 2009

 

E’ il momento di discutere gli strumenti concreti, all’indomani della pur insoddisfacente conclusione dei Bonn Climate Change Talks. Strumenti destinati ad avviare la Transizione Energetica dei sistemi economici dei diversi Paesi, incentivando gli investimenti in tecnologie pulite e l’evoluzione dei comportamenti individuali: vero obiettivo al quale, attraverso i tetti alle emissioni di gas serra, le Parti alla Convenzione ONU sul Riscaldamento Climatico cercano di impegnarsi.

In questi giorni cominciano dunque a rimbalzare gli annunci sulle misure che i Governi intendono intraprendere sul piano interno per rispettare gli impegni che negoziano sul piano internazionale. Voglio soffermare la vostra attenzione, in particolare, sulla diversità degli approcci prospettati.

  • Con la Presidenza Svedese alle porte, l’Unione Europea ha recentemente rilanciato la carbon tax (= le emissioni di anidride carbonica diventano un costo di produzione per l’azienda che le produce) sottolineando gli impatti positivi in termini di segnali eco-friendly che essa invia al mercato, indicando che produzioni andare a ridimensionare, che investimenti compiere, che comportamenti adottare. Una misura, presente in Svezia (dal 1991), che sembrerebbe ben opportuna in un periodo in cui l’indisponibilità delle finanze statali ostacola investimenti infrastrutturali massicci condotti sotto l’ala pubblica.
  • Con l’American Clean Energy and Security Act of 2009 in corso di discussione al Congresso, gli Stati Uniti puntano invece su meccanismi di cap-and-trade. Ponendo un tetto globale (cap) alle emissioni consentite nel sistema Paese e lasciando alle aziende il gioco di acquistarsene a vicenda (trade) il diritto a produrle, si permetterebbe alle più inquinanti tra loro un adeguamento graduale a standard ambientali più stringenti.

Si tratta nondimeno di soluzioni atte a coesistere, in un’ottica inclusiva delle diverse soluzioni disponibili contro il Cambiamento Climatico. Infatti, in Europa dal 2005, esiste già un sistema di scambio delle emissioni, l’EU ETS (European Union Emission Trading Scheme), dunque di cap-and-trade, che copre però soltanto i settori energetici e parzialmente quelli industriali, per un totale di solo il 40% delle emissioni totali dell’Unione. E nel contempo, negli Stati Uniti il dibattito tra le due soluzioni rimane ancora particolarmente acceso.

Avremo modo di ritornare in seguito sulle implicazioni economiche, aziendali e politiche di questi temi. Per il momento, per una discussione economica sulle modalità di applicazione di queste misure rimando al chiaro post di Climate Monitor.


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18 06 2009
Creare il post-Kyoto: come ridurre le emissioni a livello …

[…] approfondire consulta la fonte:  Creare il post-Kyoto: come ridurre le emissioni a livello … Articoli correlati: Creare il post-Kyoto dopo i negoziati di Bonn: recriminazioni e […]

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